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Suggerimento:
Non affidiamo i nostri trasporti a persone od enti sconosciuti o ad aziende troppo piccole, non in grado di far fronte a responsabilità più grandi di loro...

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Le regole

 

 

 

 

Le scelte

 

 

Obiettivi

 

 

 

 

Guai...

 

 

 

 

 

E i rimedi...?

Mi sono occupato di Trasporti da sempre, pincipalmente in quanto vettore, spesso da committente. Essi costituiscono un'area di attività importante della Logistica, non la più importante, ma certamente decisiva in alcuni contesti.

Eppure, nonostante l'evolversi della Logistica, delle tecnologie, la "forma" dei Trasporti non è cambiata poi molto: i camion restano camion, le navi restano navi e gli aerei restano aerei.

Le regole stesse, siano esse doganali, contrattuali o bancarie, pur essendo influenzate dall'abbattimento dei confini, da trattati internazionali, sono rimaste più o meno le stesse. L'unica vera rivoluzione è stata provocata dall'avvento dell'Information Technology: avanzati software gestionali, computers sempre più potenti ed Internet hanno cambiato il rapporto che esiste fra vettore e commitente: oggi possiamo sapere in ogni momento dove sia il nostro carico o il nostro camion e reagire molto più in fretta in caso di guai...

Nonostante ciò, le domande che più spesso mi sento rivolgere riguardano le modalità di scelta di un vettore piuttosto che un altro, o che modalità di trasporto e imballaggi utilizzare, quali le responsabilità dei vettori o che cosa c'è scritto sul retro di una Polizza di Carico Marittima... La mia personale sensazione è che al settore "Trasporti" non venga data la giusta importanza.

In fin dei conti, a ben guardare, l'obiettivo del vettore e del committente potrebbe essere considerato il medesimo: trasportare la merce dal punto di origine a quello di destinazione, nel modo più efficiente ed economico possibile.

A quanto sopra vorrei, pero' aggiungere il fattore "sicurezza", oggi abbastanza trascurato. L'apertura ai mercati dell'Est europeo ha provocato l'arrivo di una moltitudine di trasportatori dalla Russia, Romania, Polonia, Bulgaria ed altri ancora; non tutte queste migliaia di mezzi di trasporto rispondono a precisi parametri di sicurezza e serieta'. Molte aziende di autotrasporto italiane hanno trasferito l'asse gestionale in quei Paesi, per ragioni di costo. Questi fattori hanno innescato le proteste dei nostri autotrasportatori, per ragioni di cabotaggio, e giustamente; le nostre autostrade traboccano ormai da tempo di questi mezzi (un giretto sulla A4?)... ubriachezza, cattivo stato della meccanica, eccessi di velocita', mancato rispetto dei tempi di lavoro e riposo... i risultati di tutto questo sono a volte... tragici.

Non dimentichiamo che piu' dell'80% del traffico merci transita sulle strade ed autostrade; esiste la necessita' urgente di interventi mirati e globali, al di la' dei divieti di sorpasso e degli abbassamenti dei limiti di velocita'. Proprio in questo caso la logistica potrebbe essere chiamata in causa: dove sono finiti quei progetti sui grandi centri intermodali che avrebbero garantito traffico pesante solo su alcune direttrici e su ferrovia, lasciando poi la distribuzione sul territorio a mezzi medio/piccoli e veloci.

Sono del parere che i conflitti ed i problemi (incidenti a parte) nascano quando la questione Trasporti viene affrontata con superficialità e scarsa attenzione: affidare un trasporto importante ad un vettore senza avere "conoscenza", potrebbe essere fonte di serie difficoltà.

La prima regola dovrebbe essere quella di affidarsi a personale competente; la seconda è quella di... prestare ascolto a queste persone.

Cos'è il contributo CONAI?
Cos'è l'FCR?
Cosa vuol dire esattamente FOB?
Quanti metri cubi di spazio ha un container da 40'?

Rispondere a queste domande, è mio compito

   
 
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